4 maggio: Memoria liturgica della Sacra Sindone
Nel 1506 papa Giulio II accolse la richiesta liturgica legata alla Sacra Sindone – il Sacro Lino che testimonia la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo, Figlio di Dio – che fecero il duca Carlo II di Savoia e sua madre, la duchessa Claudine di Brosse, pervenutagli a Roma attraverso una delegazione formata da monsignor Luigi di Gorrevod, vescovo di Maurienne, e da Manfredo di Saluzzo, Andrea Provana, Filippo Chevrier. Il 9 maggio il Pontefice approvava, con la bolla Salubria vota, il culto pubblico della Sacra Sindone, istituendone la Festa, con santa Messa e ufficio liturgico propri, fissandone la data il 4 maggio, il giorno successivo a quello in cui la Chiesa ricordava il ritrovamento della Croce, avvenuto a Gerusalemme per opera di sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino. Infatti, prima della riforma compiuta sotto il pontificato di Giovanni XXIII, il 3 maggio la Chiesa festeggiava la ricorrenza della Inventio Crucis, ovvero il ritrovamento della Sacra Croce di Gesù Cristo, memoria liturgica che si pratica ancora a Gerusalemme. Infatto, il 7 maggio di ogni anno nella Basilica del Santo Sepolcro si celebra la Solennità del Ritrovamento della Croce di Cristo nei pressi del Golgota. San Cirillo di Gerusalemme ricorda che, proprio nel giorno settimo del mese di maggio del 351, apparve in cielo una grande Croce luminosa che si estendeva da sopra il Golgota fino al Monte degli Ulivi. Lo stesso San Cirillo menziona anche l’episodio del ritrovamento della Croce di Gesù, avvenuto attorno all’anno 327 grazie all’impegno di sant’Elena.

Cattedrale di San Giovanni Battista, Torino

