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12 maggio 113: inaugurazione della Colonna Traiana a Roma

La colonna coclide fu inaugurata il 12 maggio 113, come ricordato nei Fasti ostienses. È caratterizzata dal lungo fregio spiraliforme che si avvolge, dal basso verso l’alto, lungo tutto il fusto descrivendo le campagne daciche di Traiano (101-106), basandosi, forse, sia sui perduti Commentarii dell’imperatore sia sull’eventuale esperienza diretta dell’artista.

La colonna è cava all’interno, dove ospita una scala a chiocciola, per cui poteva essere scalata fino alla sommità. Aveva la funzione pratica, testimoniata dall’iscrizione del basamento, di restituire la vista panoramica e ricordare l’altezza della sella collinare prima dello sbancamento per la costruzione del Foro,[4] oltre ad accogliere le ceneri dell’imperatore dopo la sua morte. Inoltre il fregio spiraliforme ricordava a tutti le imprese di Traiano, celebrandolo come comandante militare.

Una piccola chiesa (San Niccolò de Columna), che doveva sorgere ai piedi del monumento, è ricordata a partire dal 1032, insieme ad un oratorio posto sulla sommità della colonna, ma risale forse all’VIII-IX secolo. La chiesa fu probabilmente eliminata in occasione della venuta a Roma di Carlo V nel 1546. Sempre nel corso del XVI secolo si fece spazio intorno alla colonna con l’eliminazione di alcuni edifici privati, mentre il basamento fu parzialmente liberato dall’interro. Sotto papa Sisto V, nel 1587, ad opera di Domenico Fontana, si pose sulla sommità del fusto la statua in bronzo di san Pietro e fu eretto un muro di recinzione.

Nel 1787 Goethe, durante la sua lunga permanenza a Roma, racconta di essere salito sulla colonna Traiana e di aver ammirato da lì il panorama della capitale:

«Salii verso sera sulla colonna Traiana, da cui si gode un panorama incomparabile. Visto di lassù, al calar del sole, il Colosseo sottostante si mostra in tutta la sua imponenza; vicinissimo è il Campidoglio, più addietro il Palatino e il rimanente della città. Poi, a tarda ora, tornai a casa passeggiando lentamente per le vie. Un luogo straordinario è la piazza di Monte Cavallo con l’obelisco.»

(Goethe, Viaggio in Italia)

Durante l’occupazione francese, la colonna di Traiano rischiò di essere oggetto delle vandaliche spoliazioni napoleoniche. Il capo militare a Roma di Napoleone, il generale François René Jean de Pommereul, cercava un modo per rimuovere la Colonna Traiana e spedirla in Francia. L’assistente di Pommereul, Daunon, scriveva tal proposito il 15 Aprile 1798: «Spediremo un obelisco», riferendosi alla colonna di Traiano. Tale selvaggio proposito fu bloccato dagli enormi costi di trasporto e dagli ostacoli amministrativi pontifici. I francesi, quindi, innalzarono la Colonna Vendôme, eretta nel 1810 a Parigi da Napoleone I dopo la battaglia di Austerlitz a imitazione di «quella innalzata a Roma, in onore di Traiano».

 

 

Particolare della Colonna Traiana

 

 

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