«Affidiamoci a Epstein», parola di Noam Chomsky

Home » «Affidiamoci a Epstein», parola di Noam Chomsky

 

Lo tsunami Epstein tocca ai suoi estremi la visionarietà fantascientifica e gli aridi sillogismi sul degrado delle élites dell’occidente. Da qualunque punto e con raccapriccio lo si osservi, mostra il corrispondente sfascio della società, a cui s’impongono, nonché lo sfruttamento economico e di risorse, i modelli di codesti ceti privilegiati, e nuove dipendenze, manipolazioni e abusi. Così il comparto criminale dello scandalo Epstein è in tutta evidenza connesso alla globale mercificazione dei corpi[1], all’induzione della sessualizzazione precoce, alla promozione mediatica del porno e della prostituzione, mentre il potere di corruzione e ricatto che ne derivava e deriva, proclama le infime moralità ed intelligenze dei ceti politici, burocratici e parassitari.

Alla fine l’Epstein opportunamente defunto, fa da valvola di sfogo, da troppopieno, e al di sopra di esso il sistema si ricompone, scrolla via i detriti, predispone nuove combinatorie.

D’altra parte, se la presenza della maitresse Maxwell disturba la lettura femminista della vicenda, anche limitare la corte di Epstein a vip mentecatti, pervertiti, distratti o ingenui non regge. Nelle more di più profonde mutazioni antropologiche, e di un capovolgimento totale di valori nel senso dell’artificializzazione e del totalitarismo neocapitalista, la bolla Epstein documenta l’incapacità delle ideologie radicali d’interpretare, e tanto meno intervenire nei processi in atto. In questo quadro, la documentata implicazione di Noam Chomsky è sintomatica, non tanto per la sua arrendevolezza alle lusinghe del lusso (anche), ma anzi per la sua risoluta enunciazione dei criteri morali e intellettuali in base ai quali il filosofo in una lettera del 2017 (emersa tra le migliaia di files) raccomandava altrui Epstein come interlocutore preziosissimo e «fonte altamente affidabile». Enumerando nel testo i doni accattivanti e i meriti intellettuali di Epstein, Chomsky fa in effetti la compiaciuta rassegna dei propri, ostenta il dominio dell’essere, scevro di interrogativi morali, e proiettato nella superiore sfera delle élites e dei padroni del mondo.

 

Alfred Kubin (1877-1959), Hippo, 1920

 

Non si tratta quindi di obnubilamento senile, ma al contrario del finale abbaglio di un ceto intellettuale impiantatosi sul radicalismo di sinistra che, nonché alieno da un’analisi strutturale del sistema, ha prosperato e prospera nelle aree istituzionali che corroborano con apparati di affabulazione, prestigio, consenso, l’oscura attuale transizione del sistema stesso. Ecco le prospettive e aree d’interesse che Chomsky elenca come arricchite nella frequentazione di Epstein: il complesso del sistema finanziario, gli affari internazionali e la geopolitica delle aree d’influenza, le scienze cognitive e la filosofia del linguaggio e della mente, le prospettive dell’intelligenza artificiale, le reti neurali multistrato, l’automazione e la robotica, i fondamenti della matematica, fino alle «recenti scoperte sulla comunicazione nel mondo vegetale» (!). Questo mondo postumano, in cui le ideologie del materialismo storico, abbandonate le romantiche accensioni della lotta di classe, confortevolmente impiantano il radicalismo nelle aree del privilegio e del potere, appare oggi l’esito dei processi antichi di astrattizzazione, di separazione dalla natura, di dissoluzione e relativizzazione di ogni criterio morale e di verità, fino agli irreversibili eccessi del liberalismo genetico.

Così che le parole di Chomsky, lungi da essere segno di dabbenaggine e superficialità, collocano Epstein nel posto e nel ruolo da lui effettivamente e proficuamente occupato nel sistema, nel quale il filosofo s’identifica e di cui si compiace: «L’impatto della curiosità sconfinata di Jeffrey, della sua vasta conoscenza, delle sue intuizioni penetranti e delle sue valutazioni ponderate è ulteriormente accentuato dalla sua disinvoltura informale, priva di qualsiasi traccia di pretenziosità. Per me è diventato quasi subito un amico molto apprezzato e una fonte costante di stimolo e spunti intellettuali».

Dietro le parole di Chomsky possiamo immaginare il coro di personaggi, famosi o occulti, marionette, complici o mandanti, facenti parte della rete, di cui probabilmente, nonostante la profusione di scoop, mai conosceremo l’entità e le diramazioni.

Epstein, dal canto suo, non si faceva mancare nulla, e poteva completare i suoi apparati culturali e filosofici di riferimento con il nihilismo stuporoso new-age di Deepak Chopra, anch’egli suo interlocutore, autore di Le sette leggi spirituali del successo…

[1] Con le varie gradazioni dell’orrore, sta in continuità con la mercificazione dei corpi il business delle maternità surrogate e quello delle transizioni sessuali.

 

 

Facebook
WhatsApp
Twitter
LinkedIn
Stampa
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mettiti in contatto con noi!

Hai delle domande o delle osservazioni da comunicarci?
Ti risponderemo il più rapidamente possibile!

Europa Cristiana

Direttore Carlo Manetti

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Ogni settimana riceverai i nostri aggiornamenti e non di più.

Torna in alto