Asia Bibi e la libertà religiosa

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Asia Bibi è stata finalmente liberata dopo quasi dieci anni di carcere duro.

Deo Gratias! Su questo punto penso che saremo tutti d’accordo, o almeno me lo auguro.

Qualche differenza di opinione penso tuttavia che si possa registrare, all’interno del mondo cosiddetto Cattolico, circa i motivi per i quali dobbiamo giustamente essere grati alla giovane donna pakistana.

Non mancano infatti coloro che tendono a dipingerla come una «Campionessa della Libertà Religiosa», così come fece, del resto, Benedetto XVI riferendosi ai Martiri dei primi secoli.

In realtà, è bene ribadirlo con chiarezza, le cose non sembrano stare davvero così. Se sono vere, del resto, le seguenti parole da lei pronunciate il 9 giugno 2009, davanti alle colleghe di lavoro, direi proprio che la libertà religiosa c’entra ben poco, almeno nell’accezione conciliare del termine:

«Il mio Gesù è morto sulla Croce per redimere tutta l’umanità. Cosa ha fatto per Voi Maometto?».

Direi che siamo molto lontani da subsistit e Semina Verbi vari su cui si arrampicano i teologi contemporanei per giustificare l’ingiustificabile.

 

Le figlie di Asia Bibi con una foto della mamma imprigionata

 

Asia Bibi, nella sua semplicità disarmante, non ha fatto altro, dunque, che difendere e testimoniare la Verità dichiarando esplicitamente che i musulmani hanno torto, senza giri di parole, senza eufemismi melliflui e volutamente poco comprensibili.

Così pare inoltre che abbia risposto ad un giudice che le proponeva la revoca della condanna se avesse abiurato il Cristianesimo: «Io credo in Dio e nel Suo grande Amore.  Se lei mi ha condannato perché amo Dio sarò orgogliosa di morire per ricambiare il Suo Amore».

Questa fermezza, questo coraggio, questa Fede fanno davvero paura agli uomini di Chiesa del nostro tempo. Per questo probabilmente ben pochi di loro si sono mobilitati, in questi quasi dieci anni di Calvario, per salvare la giovane cristiana pakistana. Costoro, del resto «Chi sono per giudicare?», tanto l’omosessualità, quanto i cardinali predatori sessuali.

Figuriamoci l’Islam, criticando il quale si può rischiare la vita.

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2 commenti su “Asia Bibi e la libertà religiosa”

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