
La Professoressa Franca Giusti e il Professor Marco Ginatta al Convegno in memoria del Professor Pier Luigi Baima Bollone, Torino
Martedì 17 febbraio, giorno che il calendario indica come Festa del Santo Volto, si è svolto a Torino un incontro pubblico in ricordo del Professor Pier Luigi Baima Bollone, classe 1937. Il pomeriggio è stato promosso dall’associazione ChaTo in viaggio con la Sindone ets e con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti, della Regione Piemonte e della città Metropolitana di Torino che ha disposto della sala panoramica al 15° piano del Palazzo di corso Inghilterra, coinvolgendo un centinaio di partecipanti. Sono stati invitati alcuni tra i profili più riconosciuti della cultura non solo del Piemonte, ma non tutti hanno accettato. È stato un caro amico, il Professor Guido Curto, già direttore delle residenze Sabaude, a raccontare quanto fosse temuto Baima Bollone per la sua franchezza, generosità e professionalità di fronte allo studio della Sacra Sindone, rendendolo inviso a chi, non trovando prove scientifiche negazioniste, si culla nella cultura del sospetto. Puntuale e preciso il Professor Emerito Marco Ginatta ha rendicontato il Convegno internazionale sulla Sindone che si è svolto ad agosto a Saint Louis (USA) a cui Baima Bollone non aveva potuto partecipare per la salute cagionevole. Ginatta è stato l’unico studioso piemontese presente a Saint Louis.
Un inedito curioso: la narrazione di Bruno Quaranta, giornalista affermato e di stile, negli anni in cui Baima Bollone è stato direttore del CISS, è uscito un libro intitolato Sindone la cui prefazione è stata curata e firmata da Giovanni Arpino. È stata, tuttavia, pubblicata una versione non originale, modificata in alcune parti da non si sa chi e perché.

Professor Pier Luigi Baima Bollone, Lanzo, 17 aprile 2025, Saccello delle Suore Albertine
Una testimonianza storica con ampia documentazione è stata prodotta da Alessandro Piana, Peter John Mazzoglio e da Padre Rafael Pascual, arrivato appositamente dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Proprio padre Rafael ha promosso «Ostensione diffusa» a cui anche Baima Bollone aveva partecipato; a raccontare quest’ultima iniziativa è stata la Professoressa Franca Giusti che, con l’aiuto del «Prof», così tutti lo chiamano, ha fatto arrivare una riproduzione della Sacra Sindone in Madagascar. Oggi l’iniziativa conta oltre 200 ostensioni e conferenze, mentre il 17 febbraio, per la prima volta, una Ostensione della riproduzione a grandezza naturale “aerea” è stata realizzata proprio nel grattacelo del Palazzo della Città Metropolitana di Torino.
La Sindone è stata e continua ad essere raccontata fuori da ambiti religiosi grazie al Professor Baima Bollone, e nel farlo, ogni volta si comincia da quell’anno 1978 in cui egli pose la sua firma sul verbale di ricerca, dove attestava che sul Sudario era presente sangue umano, gruppo AB, dichiarando: «Per me, la Sindone è il telo funebre di Gesù»; questa la determinazione e la sicurezza di uno scienziato come egli fu e il cui profilo umano e delicato è stato tratteggiato, durante il convegno in suo ricordo, dall’amico e collega Enrico Cardesi, commosso per essere stato l’ultimo a vederlo in pubblico, lo scorso 28 ottobre.
L’eredità lasciata dal Professor Pier Luigi Baima Bollone è spirituale ed impegnativa, «le persone non scompaiono», aveva detto, «cambiano dimensione, diventano una luce nella Luce». Ora può contemplare quel Volto e quel Dio in cui ha riposto tutta la sua vita.
