Editoriale “Radicati nella fede” – Anno II n° 3 – Marzo 2009

 

Carissimi,

siamo entrati nel tempo sacro della Quaresima. Il Signore ci chiede di viverlo come il tempo opportuno per la Conversione.

Tempo sacro perché è di Dio, tempo opportuno perché in esso il Signore ci darà grazie particolari perché la nostra conversione avvenga.

Il pericolo è quello di pensare che sia, la Quaresima, un tempo degli uomini, cioè una semplice convenzione umana, una piccola tradizione della nostra civiltà, un piccolo e umano richiamo ad essere semplicemente un po’ più buoni, o almeno meno cattivi.

No! È Dio, e non gli uomini, che ci chiede di fare Quaresima, e noi dobbiamo obbedirgli, perché non possiamo vivere senza di Lui.

Dobbiamo tornare a Dio.

Tutto inizia con il mettersi alla presenza di Dio. Più ci si avvicina a Dio, più si avverte che non siamo a posto, che siamo peccatori. «L’abisso invoca l’Abisso»: l’abisso del nostro peccato invoca l’abisso della Misericordia di Dio.

Come non vedere che coscienza della presenza di Dio e coscienza del nostro peccato vanno insieme: più si perde il senso della presenza di Dio, più si perde il senso del peccato. E questa stanca società che mette al centro l’uomo, dimenticando che è creatura di Dio, non può nemmeno capire cos’è la conversione.

La grande opera della Quaresima cristiana è accorgersi profondamente che Dio è qui, che tutto dipende da Lui, che noi siamo suoi, che tutta la realtà gli appartiene, che tutto ha consistenza solo in Lui: è lo spirito di Adorazione. Ed è solo dall’adorare Dio presente che può sgorgare come grazia una conversione vera.

La liturgia della tradizione anche in questo è un grande aiuto, proprio perché è un continuo richiamo a mettersi alla presenza di Dio, è una continua educazione all’adorazione. Pensiamo ai grandi silenzi della Messa in rito tradizionale, dove solo la preghiera di adorazione resiste.

Allora viviamo pienamente, in verità, con generosità questa Quaresima, facendo bene ciò che la Chiesa ci chiede di fare tutto l’anno. Ma per farlo occorre alimentare con la preghiera lo spirito di adorazione.

San Pio X su questo ha dei consigli per ogni cristiano, li prendiamo dal suo Catechismo Maggiore:

 

«Quali pratiche di pietà dovrebbe ogni giorno compiere il buon cristiano?

Il cristiano, potendolo, dovrebbe ogni giorno: 1. Assistere con devozione alla santa Messa; 2. fare una visita, anche brevissima, al Santissimo Sacramento; 3. Recitare la terza parte del Santo Rosario» (n. 975).

 

Che il Signore ci conceda la grazia di vivere questo, perché la conversione nostra sia possibile.

 

 

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