Ripubblicati i piccoli capolavori di santa Elena Guerra

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Figura poco conosciuta, eppure con le sue lettere riuscì ad ispirare così profondamente papa Leone XIII sulla devozione allo Spirito Santo, tanto che il Pontefice scrisse tre documenti su questo tema: il breve apostolico Provida matris caritate, l’enciclica Divinum illud munus e l’esortazione ai vescovi Ad fovendum in christiano populo. Stiamo parlando di santa Elena Guerra, «l’apostola dello Spirito Santo», che san Giovanni Bosco definì «una penna d’oro».

Fondò la congregazione delle Suore Oblate dello Spirito Santo, dette di Santa Zita. Nel Martirologio Romano è commemorata l’11 aprile, data del suo dies natalis; mentre l’arcidiocesi di Lucca e le Suore Oblate ne celebrano la ricorrenza liturgica il 23 maggio.

Durante la sua vita scrisse piccoli capolavori, che stampò e diffuse all’inizio del Novecento per far conoscere ed amare la fede cattolica in un tempo in cui la degenerazione filosofica e politica rubava anime. Oggi, per la prima volta, questi libretti, che ebbero l’imprimatur dalla Curia di Pescia il 1° marzo 1903, vengono riproposti, offrendo un aiuto ai sacerdoti cattolici, sale della terra in tempi ecclesiasticamente e teologicamente drammatici, «poiché ogni forma di apostolato che rafforza un solo fedele nella sana dottrina, rafforza tutta la Chiesa e quindi anche i sacerdoti».

Nel 1930 fu aperto il processo informativo diocesano per la beatificazione di suor Elena e nel 1953 fu pubblicato il decreto papale sulla eroicità delle virtù, che le assegnò il titolo di venerabile. Fu beatificata il 26 aprile 1959 e canonizzata il 20 ottobre 2024.

Figlia di Antonio Guerra e Faustina Franceschi, aristocratici e ferventi cattolici di Lucca, respirò la fede di casa propria e si dedicò alla carità verso i malati e al catechismo dei piccoli, ma ad un certo punto volle vivere più intensamente il suo credo.

Nel 1882 fondò a Lucca una comunità laica femminile di vita attiva, dedita all’educazione delle ragazze e intitolata a Santa Zita, patrona della città. Si trattava di una comunità senza voti, un sodalizio di volontarie dedite all’insegnamento e fra le allieve di santa Elena ci fu anche addirittura la grande mistica santa Gemma Galgani (1878-1903).

Dalla scuola di santa Zita ebbe origine la congregazione religiosa e il 4 novembre 1882, con l’approvazione di Nicola Ghilardi, vescovo di Lucca, le prime aspiranti emisero la professione dei voti. Il 18 ottobre 1897, Madre Elena Guerra venne ricevuta da Leone XIII, che ne incoraggiò l’opera e le consentì di mutare il nome dell’istituto in Oblate dello Spirito Santo. La congregazione ricevette il pontificio decreto di lode il 6 marzo 1911.

 

 

Fra i sostenitori della fondazione religiosa ci fu il servo di Dio monsignor Giovanni Volpi (1860-1931), vescovo ausiliare di Lucca, saggista e poi arcivescovo titolare di Antiochia di Pisidia, che fu il confessore di santa Elena Guerra, la quale ebbe una speciale e appassionata devozione per lo Spirito Santo.

Al fine di combattere le pratiche spiritiche di quegli anni e il pensiero massonico anticlericale pubblicò decine di agili libretti da diffondere e si rivolse direttamente a Leone XIII per spiegargli quanto fosse importante che la Chiesa riscoprisse il valore e l’azione dello Spirito Santo. Papa Pecci, che aveva grande stima di lei, prese in considerazione quanto gli scriveva nelle accorate lettere e raccolse i suoi preziosi suggerimenti, promulgando nel merito i documenti di arricchimento dottrinale in tre tempi diversi: il breve il 5 maggio 1895, l’enciclica il 9 maggio 1897 e l’esortazione apostolica il 18 aprile 1902.

Tuttavia, le suore non condivisero il progetto della loro superiora, tanto che Madre Elena dovette dimettersi, ma, sostenuta da alcune consorelle rimaste fedeli, proseguì instancabilmente la sua opera di apostolato fino alla fine dei suoi giorni.

Si spense nella luce della grazia divina l’11 aprile 1914 e nel 1928 la sua salma venne traslata nella chiesa di Sant’Agostino a Lucca, Cappella conventuale delle Suore Oblate dello Spirito Santo, dove tuttora è venerata. Nel nuovo millennio i suoi resti sono stati sottoposti a ricognizione canonica e collocati, in maniera visibile ai fedeli, all’interno dell’altare maggiore.

 

Urna delle spoglie di Santa Elena Guerra, posta all’interno dell’altare maggiore della chiesa di Sant’Agostino, Lucca

 

Piazza San Pietro, 20 ottobre 2024, canonizzazione di undici Martiri di Damasco uccisi nel 1860 (Manuel Ruiz Lopez e sette compagni dell’Ordine dei Frati Minori, e Francesco, Mooti e Raffaele Massabki, fedeli laici maroniti); Giuseppe Allamano, sacerdote, fondatore degli Istituti dei Missionari della Consolata e delle Suore Missionarie della Consolata; Marie-Leonie Paradis, fondatrice della Congregazione delle Piccole Suore della Santa Famiglia; Elena Guerra (il suo drappo sulla loggia della Basilica di San Pietro è l’ultimo a destra), fondatrice della Congregazione delle Oblate del Santo Spirito, dette Suore di Santa Zita

 

Fra le mani abbiamo due libretti di santa Elena di Lucca: Un Dio in croce. Dodici considerazioni sulle tre ore di agonia di Gesù crocifisso e Angeli, scritti e preghiere; da queste pagine si comprende quanto santa Elena fosse unita alla Santissima Trinità, quanto amore sprigionasse la sua anima per il Salvatore, quanta gratitudine nutrisse per l’Amore infinito. Siamo di fronte ad una letteratura spirituale che oggi giorno è sparita a vantaggio di una letteratura “cattolica” piena di teologia politica, di sociologia, di psicologia e di centralità dell’autore. Niente di tutto questo negli scritti di questa penna dal cuore puro e illuminata dallo Spirito Santo.

Valga un assaggio, per esempio quando parla del martirio continuo di Gesù Cristo:

«[…] mi pare di vedervi, come sul Calvario in mezzo al perfido mondo, ancora deriso, o Gesù, ancor contraddetto, insultato ed umiliato da tanti vostri nemici che fanno a gara a chi più vi trafigge il cuore col peccato! E Voi, o Dio-Amore, sopportate… aspettate… e quasi chiudete gli occhi su tanti oltraggi… O pazienza infinita! Ma se fra tanti che lo deridono e lo insultano Gesù vedrà qualche anima amante e pia che lo compatisca e gli sia grata, oh, che amorosi sguardi le rivolgerà!

O anima prostrata ai piedi della croce, quegli sguardi amorosi di Gesù saranno rivolti a te, sì, proprio a te […]»[1].

 

Asilo di Santa Zita di Gallicano (LU), aperto il 29 ottobre 1911, fu il settimo istituto fondato da santa Elena Guerra (fonte: Dino Ponziani)[3] 

 

Le Oblate dello Spirito Santo continuano a dedicarsi all’educazione scolastica e catechistica dei giovani e all’apostolato della stampa. Oltre che in Italia, sono presenti in Camerun, in Canada, nelle Filippine, in Ruanda; la sede generalizia è in via Silvestro II, a Roma; mentre la Casa Madre – Istituto Santa Zita si trova in piazza Sant’Agostino 5, a Lucca.

Per informazioni: https://www.oblatespiritosanto.org/ oppure scrivere a info@oblatespiritosanto.org

I «librini» di santa Elena Guerra, per riprendere il termine usato sulle pubblicazioni, vengono riproposti in collaborazione con l’Associazione di volontariato «Aiuto ai Sacerdoti Cattolici».

I titoli già pubblicati sono:

  • Angeli, scritti e preghiere
  • Sette ammonimenti di un venerando sacerdote ai suoi confratelli
  • Un Dio in croce. Dodici considerazioni sulle tre ore di agonia di Gesù crocifisso

È un progetto rivolto particolarmente a tutte quelle anime assestate di autentica dottrina cattolica, che amano davvero la Santa Cattolica Apostolica Romana Chiesa al fine di rafforzare la fede in un tempo di apostasia e di errori disseminati ovunque. Viene perciò ridata vita a preziosissimi scritti che «sono come rugiada in un deserto spirituale che pare assediarci da ogni dove in questi tempi oscuri»[2].

Uno o più librini in una sola spedizione è soggetta alla medesima spesa fissa di invio pari a € 2 (posta ordinaria).

Il ricavo delle vendite servirà a stampare altri piccoli capolavori della letteratura spirituale di santa Elena Guerra e promuoverne la divulgazione.

 

Per gli ordini è sufficiente scrivere a info@aiutosacerdoticattolici.it

 

 

[1] Un Dio in croce. Dodici considerazioni sulle tre ore di agonia di Gesù crocifisso, p. 7.

[2] Citazione tratta da https://www.aiutosacerdoticattolici.it/

[3] Fonte: https://www.danielesaisi.com/2013/11/asilo-s-zita-di-gallicano-le-orignini.html

 

 

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