17 ottobre 1926 – 17 ottobre 2026: 100 anni dello Stadio Filadelfia di Torino
Cento anni fa, domenica 17 ottobre 1926, davanti a 15 mila spettatori, la squadra di calcio del Torino inaugurò il suo stadio battendo 4-0 la Fortitudo Roma, con le reti di Rossetti e Libonatti. Così, il Borgo Filadelfia si vestì di granata, rispondendo all’appello di addobbare balconi e finestre con le bandiere del Toro. Per questa occasione è stata inaugurata, il 17 ottobre di cento anni dopo, al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, a Villa Claretta di Grugliasco, la mostra «Un secolo di Fila», allestimento dedicato alla storia dello stadio Filadelfia, con fotografie, documenti, pagine di giornali d’epoca e con un suggestivo plastico dello stadio realizzato nel 1997 dal Toro Club Leinì. La Sala della Memoria, all’interno del Museo, verrà presto intitolata ad Angelo Marello, Carrozziere dei sindaci di Torino, dei campioni del pallone e del ciclismo, morto a 92 anni il 13 ottobre scorso. Nella sua officina di corso Tortona si sono incrociate per decenni storie, amicizie e generazioni: da Gipo Farassino a Gino Cervi, da Zaccarelli e Claudio Sala a Boniperti, passando per i grandi ciclisti subalpini.
Il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata è nato a Superga nel 2002, dopo qualche anno si è spostato nei locali di Villa Claretta-Assandri, di cui sfrutta i circa 650 metri quadri per mostrare ai visitatori svariati cimeli della storia del Torino Football Club dal 1906 ad oggi. Al Museo sono presenti oggetti della storia del Torino, anche di carattere personale, appartenuti ai singoli calciatori, protagonisti e campioni di una grande avventura sportiva. Fra questi la Balilla appartenuta a Gigi Meroni, parte della tribuna in legno dello stadio Filadelfia, lo spogliatoio del Filadelfia, la cornetta del “Trombettiere” che dava la carica ai giocatori del Grande Torino (perito a Superga il 4 maggio del 1949 a causa di un tragico incidente aereo, mentre la squadra stava facendo ritorno da Lisbona dopo una partita amichevole contro il Benfica. Nello schianto persero la vita tutte le 31 persone a bordo, fra cui calciatori, membri dello staff, dirigenti, giornalisti e l’equipaggio), una ruota e l’elica dell’aereo di Superga, decine di migliaia di cimeli tutti originali: documenti, foto, maglie, scarpe, palloni.

