9 febbraio 1941: Bombardamento navale di Genova (nome in codice: operation Grog) ad opera della Royal Navy, 

 

Secondo e ultimo attacco via mare che subì Genova dopo il bombardamento navale del 1940, avvenuto il 14 giugno di quell’anno. Anche se l’obiettivo principale era Genova, l’operazione militare britannica fu però più ampia e riguardò anche un leggero bombardamento aereo dei porti di Pisa, Livorno e La Spezia per mano degli aerosilurantiFairey Swordfish imbarcati sulla portaerei HMS Ark Royal. Da quel giorno, fino alla fine del conflitto in Italia, la città subì altri pesanti attacchi, ma esclusivamente aerei. Gli obiettivi iniziali del bombardamento furono i cantieri Ansaldo e le fabbriche che si trovavano sui due lati del torrente Polcevera, ma numerosi incendi e relativo fumo costrinsero gli inglesi a spostare il tiro sul bacino commerciale; altri colpi raggiunsero poi la centrale elettrica e i bacini di carenaggio ed infine fu colpita la nave cisterna Sant’Andrea che stava entrando in porto. Furono colpiti anche moltissimi edifici civili e storici come la cattedrale di San Lorenzo – nella quale un proiettile da 381 mm, dopo aver perforato due muri maestri, andò ad adagiarsi inesploso sul pavimento – la chiesa della Maddalena, l’Accademia ligustica, l’ospedale Duchessa di Galliera – dove trovarono la morte 17 ricoverate – alcuni palazzi all’inizio di via XX Settembre e l’Archivio di Stato. Una delle zone maggiormente colpite fu quella di piazza Colombo che poco dopo mutò il suo nome in piazza 9 febbraio per poi riprendere a guerra finita la vecchia denominazione. I danni materiali e sociali furono enormi; il comune dovette provvedere ad alloggiare presso alberghi e pensioni circa 2.500 senzatetto, erogando vitto ed alloggio per 2.781.218 lire, aiuti in denaro per 955.289 lire, vestiti, scarpe, indumenti vari per 692.044 lire, articoli da cucina e masserizie per 315.374 lire, affitti per 77.765; mentre dalla cosiddetta «Cassetta del Podestà» vennero raccolte 1.472.649 lire a cui si aggiunse un milione di lire di contributo disposto da Mussolini. Decine di abitazioni del centro storico furono vittima di crolli anche posteriori al bombardamento.

 

Proiettile inesploso esposto nella cattedrale di San Lorenzo

 

 

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