Si è andata costruendo una società dove moltissime donne non sono più in grado di stare con i propri figli o con i figli degli altri. Le cronache della violenza sui minori perpetrata dalle maestre sui bambini da qualche anno a questa parte è assai frequente. Gran parte dei bimbi, oggi, o vengono abortiti oppure vivono in maniera sempre più “autonoma” fin dalla più tenera età, gestiti come sono da mani estranee alla propria madre, atta a svolgere attività lavorative fuori di casa o attività ludiche (palestre, centri benessere e di estetica, piscine, sale da ballo….). I bambini vengono affidati ad “educatrici” –  asilo nido, scuola materna, scuola elementare – che non conoscono più la dote, tutta femminile e naturale, straordinaria per sé e per gli altri, dell’arte materna, ovvero quella capacità di vivere con i piccoli e guidarli amorevolmente nella crescita equilibrata.

Studiano pedagogia, psicologia, sociologia, diritto… si diplomano, si laureano, ma poi intossicano, reprimono, aggrediscono il loro sentire di madri – qualità che di natura dovrebbe esternarsi quando si è maestre – in vari modi, con sfumature e gradi diversi, fino a divenire, in taluni casi, delle vere e proprie streghe.

Ai nostri giorni molte donne non riescono più ad essere pazienti, ferme e amorevoli con i bimbi.

La maestra di un tempo aveva meno informazioni rispetto a quella di oggi, ma aveva una cultura soda e, soprattutto, non aveva perso la sua identità femminile.

Oggi la donna cerca i cosiddetti “propri spazi” per piacere a se stessa quando mille volte si guarda allo specchio e mille volte si fotografa, e per piacere fisicamente sul posto di lavoro e al mondo dei social network, in una competizione-condivisione di parole e immagini forsennata con colleghe, amiche, conoscenti e con l’ambizione di essere sempre e comunque sessualmente desiderabili.

Il connubio fra conquista, rivendicata dal femminismo sessantottino, di “un posto al sole”, ovvero perdita del valore della famiglia per sé e per la società, e liberalizzazione sessuale, che ha avviato un moto di libertinaggio sfrontato e sfrenato, sostenuto dalla moda, dalla pubblicità, dal linguaggio, dalla gestualità… ha prodotto un deterioramento progressivo e invasivo della semplice quanto sublime arte femminile di accudire e crescere i piccoli, un’arte assolutamente da bandire per l’ideologia femminista, assatanata di egoismo edonistico.

La figura della maestra è tutta da rivedere, proprio perché è tutta da rivedere la figura della madre e, dunque, della donna.

Che esempi sono le madri di oggi per i propri figli? I loro stili volgari, il loro turpiloquio, gli interessi banali e mondani e le loro vite trasgressive non possono che essere di deteriore e drammatico riferimento per le figlie, future madri di un’Italia sempre più povera di nuovi nati.

A seguito della violenza sulle donne, si è avviata una campagna mediatica, editoriale, televisiva e cinematografica a tappeto sul cosiddetto «femminicidio», portata avanti dall’ideologia femminista, che non fa mai autocritica, ripensando a quanto abbiano inciso negativamente sulla società le sue violente battaglie culturali e politiche di antagonismo con gli uomini, producendo uno squilibrio abissale nei rapporti affettivi, nelle relazioni familiari, nelle dinamiche lavorative – interne ed esterne alla vita domestica –  ma additando unicamente le colpe della violenza fisica ai maschi, senza mai spendere una parola della violenza morale e psicologica esercitata dalle donne sugli uomini, privati della loro natura virile e chiamati ad assolvere compiti domestici del tutto materni, come quello di cambiare il pannolino al proprio figlio.

Per quanto concerne i maltrattamenti perpetrati dalle “maestre” sui malcapitati minori nessuno si azzarda a fare analisi. Esiste solo la cronaca: d’altra parte mancano riflessioni anche per la violenza sulle donne, come pure sul fenomeno del bullismo fra ragazzini perché è chiaro che, venendo meno principi e valori cristiani sui quali si fondava l’eticità degli europei, sono venuti meno i principi educativi nel formare onesti cittadini e buoni cristiani, come asseriva san Giovanni Bosco, il pedagogo per eccellenza.

La donna, spesso separata, divorziata, risposata e con altalenanti compagni di viaggio del breve esilio terreno, è divenuta instabile, nevrotica, piena di fragilità e di insicurezze, tali da far scatenare rabbie incontrollate.

Recentemente, a Roma, in zona Torrino, cinque maestre sono state denunciate per aver maltrattato e picchiato i bambini dell’asilo dove insegnavano. All’asilo nido «Papero Giallo» – il nome è già alquanto indicativo per rappresentare questa società “divertente” e cerebralmente limitata che mette i propri figli in mani estranee nell’età in cui dovrebbero essere fra le braccia e le cure della loro mamma – vessazioni fisiche e psicologiche erano all’ordine del giorno. Queste donne avevano instaurato un vero e proprio regime di terrore. I genitori dei piccoli maltrattati si sono accorti del disagio dei loro figli e hanno fatto presente la situazione ai Carabinieri della Compagnia di Roma Eur, i quali, attraverso intercettazioni ambientali audio-video nell’aula della classe dei bambini di età compresa tra i diciannove e i trentadue mesi, hanno attestato i comportamenti malvagi delle “maestre”. Contro le 5 indagate è stata emessa un’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio di insegnante presso gli Istituti di Istruzione. Alle maestre è inoltre vietato l’avvicinamento alle abitazioni ed ai luoghi frequentati dalle persone offese ovvero genitori e bambini. La misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Roma Clementina Forleo, su richiesta della pm Stefania Stefanìa. Le indagini sono state condotte dalla Procura della Repubblica coordinate dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, che si occupa di reati gravi contro le fasce deboli.

Ieri due maestre di una scuola dell’infanzia statale della provincia di Isernia sono state sospese dall’esercizio dell’insegnamento per maltrattamenti nei confronti dei bambini: i comportamenti denunciati da alcune madri hanno trovato riscontro nell’attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile con intercettazioni audio e video. Ad eseguire l’ordinanza che dispone la misura interdittiva a carico delle due donne, che hanno rispettivamente 49 e 58 anni, la polizia di Stato di Isernia.

Nel settembre scorso, invece, due maestre di una scuola dell’infanzia di Alessandria sono state sospese dalla polizia con l’accusa di aver picchiato e insultato i bambini delle loro classi. Le indagini sono partite dalla denuncia della madre di uno dei bambini e al momento sono stati accertati abusi su almeno 8 piccoli, di età compresa tra i 3 e i 5 anni. In alcuni casi gli episodi sfociavano in percosse e violenti strattoni, documentati dalle telecamere nascoste all’interno della struttura.

E l’elenco potrebbe proseguire di gran lunga, perché da lustri, ormai, prosegue tutta questa ira e aggressività e violenza che ricade sugli innocenti, innocenti che oggi perdono la loro fanciullezza di cuore, di mente, di fisico, di anima molto presto, accompagnati come sono già nelle discoteche dove si consuma alcol, droga e sesso, come è accaduto nei giorni scorsi a Corinaldo.

D’altro canto la tanto acclamata pedagogia di stampo montessoriano, sostenuta da liberali e massoni, così come la psicanalisi freudiana e i programmi scolastici progressisti e radicali, non hanno fatto altro che creare una scuola anticristiana e, quindi, antiumana in un’Italia che vantava la miglior scuola al mondo per preparazione e per formazione. Senza considerare il fatto che, venendo meno la presenza fisica materna per molte ore al giorno (occupata in altre attività extradomestiche), l’assenza quantitativa e qualitativa della mamma (non sono le cose comprate o le continue frequentazioni di feste a colmare il vuoto affettivo-educativo nel bambino)  crea indubbi disagi nell’infante, spesso e volentieri acuiti dalle tragiche – perché questo sono – divisioni dei genitori. Ecco che l’aggressività si scatena continuamente e in ogni dove: fra coppie legittime e illegittime, fra coetanei, fra insegnanti ed alunni…

La società snaturata, perché privata della spina dorsale dei ruoli naturali dell’uomo e della donna, divenuti Peter Pan e veline perenni, ormai irresponsabili nei confronti delle nuove generazioni, perde la ragione, creando mostri, streghe ed orchi.

 

 

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2 commenti su “Le donne non sono più in grado di stare con i bambini”

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