Marco Bongi, membro della redazione di «Europa Cristiana», è Presidente dell’Associazione italiana Pro Retinopatici Ipovedenti (A.P.R.I), un’organizzazione di volontariato nata in Piemonte nel 1990, oggi estesa a livello nazionale. L’Associazione ha lo scopo di promuovere la ricerca scientifica contro le malattie degenerative della retina (retinite pigmentosa, degenerazione maculare, malattia di Stargardt, sindrome di Usher…) e di rispondere alle istanze dei soci.  A.P.R.I.-ONLUS è una delle realtà più attive nel tutelare, assistere e rappresentare le persone non vedenti ed ipovedenti. Lo stile, nell’affrontare problemi e questioni, è dinamico, giovane, anticonformista. Ecco che il nostro caro collaboratore, questa settimana, ci invita a conoscere la figura di Orsolina Turchi.

 

L’anno prossimo ricorrerà il primo centenario della morte di Orsolina Turchi, figura emblematica e discussa della beneficenza torinese ottocentesca a favore dei ciechi. Fu senza dubbio una donna coraggiosa, zelante e intrepida, ma è anche ricordata per aver lasciato, dopo la sua scomparsa, un mare di debiti insoluti all’Istituto di Lungo Dora Napoli 54 da lei fondato.

Nacque nel 1844 a Castelnuovo d’Asti, oggi Castelnuovo Don Bosco, ed intraprese, già giovanissima, la carriera di maestra ed istitutrice nelle scuole pubbliche del suo paese. Nel 1880, quando nel nuovo istituto di via Nizza fu aperta la sezione femminile, fu chiamata dallo zio don Giovanni Turchi alla direzione di questa scuola alla quale erano state ammesse, per il primo anno, sei giovani allieve non vedenti. La «Gazzetta Piemontese» del 20 dicembre 1880 la segnala infatti presente, con il titolo di Rettrice, all’inaugurazione ufficiale della struttura. In tale ruolo, che ricoprì fino al 1894, si distinse per il grande impegno, l’estrema serietà e la competenza educativa. È  sempre la «Gazzetta Piemontese» del 30 giugno 1892, a nominarla, con il medesimo ruolo, in occasione della cerimonia di scoprimento di un busto marmoreo dedicato al fondatore, Conte Ernesto Ricardi di Netro (1816 – 1892).

Ignoriamo i concreti motivi che indussero però la Turchi ad interrompere repentinamente la collaborazione con l’istituto di via Nizza. Sappiamo tuttavia che la rettrice era una donna profondamente cattolica e che, in quegli anni, si andava sempre più acuendo, anche in Piemonte, la contrapposizione fra i sostenitori della filantropia pubblica e laica rispetto al dinamismo dei grandi Santi della Carità della capitale subalpina.

Lo stesso Conte Ricardi di Netro fu Assessore all’istruzione del Comune di Torino e, benché avesse accettato, l’assistenza spirituale dei Padri Rosminiani, non esitò ad imporre, nel Regolamento del collegio, il diritto alla libertà religiosa per gli allievi acattolici. Lo storico Franco Gobetti ipotizza, in tal senso, anche un possibile dissidio fra Orsolina Turchi e i Padri Rosminiani che esercitavano, in quel tempo, la direzione spirituale dei non vedenti ricoverati. Su tale ordine pendevano infatti sospetti di modernismo ed i cattolici più devoti diffidavano di loro.

In ogni caso la nostra educatrice portò con sé alcuni bambini ciechi e, dopo meno di due anni, aprì una sorta di asilo infantile specializzato nell’attuale via Piave. Facendo inoltre ricorso a generosi benefattori iniziò la costruzione di un nuovo ed ampio edificio in Lungo Dora Napoli con l’intenzione di utilizzarlo per una seconda scuola cittadina dedicata all’istruzione dei giovani non vedenti. Il luogo prescelto era sicuramente evocativo: il quartiere Valdocco, il borgo che già ospitò l’oratorio del concittadino don Bosco e l’ospedale fondato dal Cottolengo. Il «Bollettino Salesiano» dell’epoca sottolinea del resto più volte la vicinanza spirituale fra la Turchi e Don Bosco. La struttura sarà inaugurata nel 1906 ed ospiterà, per alcuni decenni, quasi una cinquantina di allievi. Qui si formò, fra gli altri, anche il musicista cieco Pierino Regis (1900 – 1972) che fu costruttore di organi a canne ed accordatore della Casa Reale.

Mentre l’istituto di via Nizza, che comunque riaprirà le sue porte alle Suore di Sant’Anna, fondate dal Marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo. Anna, nel 1912, era sostenuta soprattutto dai nobili e dai maggiorenti della città, la scuolla sulla Dora poteva contare eminentemente sulle offerte dei piccoli commercianti e del popolo. Per questo l’orchestrina allestita al suo interno divenne abbastanza conosciuta ed era spesso invitata a suonare anche nelle piazze e in feste all’aperto.

Ma Orsolina Turchi, forse per il suo entusiasmo e zelo, fece probabilmente un passo troppo lungo. Quando morì, il 3 novembre 1919, si scoprirono una quantità di debiti accumulati e da lei forse troppo sottovalutati. Per fortuna, accettando le disposizioni testamentarie della defunta, si prestò a rilevare l’istituto don Luigi Boccardo (1861 – 1936), oggi Beato, che ne risollevò le condizioni economiche e vi fondò anche un ordine religioso di suore cieche ancor oggi esistente.

La figura della coraggiosa educatrice Orsolina Turchi meriterebbe comunque, in occasione del centenario della morte, di essere riscoperta ed ulteriormente approfondita. Nel suo elogio funebre, infatti, Monsignor Luigi Condio ne esaltava la Fede intrepida, la grande fiducia nella Divina Provvidenza e l’amore disinteressato verso i suoi piccoli allievi privi della vista. Anche il Consiglio Comunale di Castelnuovo d’Asti ne commemorerà la memoria, come ci ricorda il periodico «L’Alfiere» del 20 gennaio 1920, con parole di profonda riconoscenza e stima. Di lei ci resta infine un elegante busto marmoreo posto all’ingresso del convento che ospita ancor oggi le suore cieche di Cristo Re. Questo è quanto siamo riusciti a reperire nelle nostre difficili ricerche. Speriamo che qualcuno possa fare di più e di meglio nel 2019.

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