20 maggio 1570: Abraham Ortelius pubblica il primo moderno atlante
Abramo Ortelio nacque ad Anversa il 14 aprile 1527 da una famiglia originaria di Augusta. Rimasto orfano di padre a dieci anni, dopo alcuni anni di studi umanistici e particolarmente storici, trovò lavoro in un laboratorio cartografico, dove fu iniziato agli studi geografici. Dal 1550 circa fece frequenti viaggi, specie a Parigi e più ancora a Francoforte, la cui fiera aveva importanza sia per la ricerca sia per lo smercio delle carte, e dove nel 1554 conobbe il celebre Gerardo Mercatore. Nel 1560 seguì Mercatore in Francia; negli anni precedenti aveva visitato più volte l’Italia, dove allacciò amicizie e corrispondenze. Sin dal 1558 era entrato in relazione con Christophe Plantin, celebre editore di Anversa, del quale divenne intimo amico. Seguendo l’esempio di Mercatore si dedicò alla elaborazione di carte geografiche.
Nel 1564 terminò il suo mappamondo, Typus Orbis Terrarum, per il quale egli, non esperto di matematica, imitò la proiezione ovale di Benedetto Bordone; nel 1565 pubblicò una carta dell’Egitto, nel 1567 una grande carta dell’Asia, attinta in parte a quella di Giacomo Gastaldi. Ma a quest’epoca Ortelio stava già lavorando al suo magnum opus, cui si era dedicato su consiglio del suo amico Jan Rademaker: un atlante moderno, che apparve nel 1570 col titolo di Theatrum Orbis Terrarum in 70 carte (su 53 fogli) incise dal pittore tedesco Frans Hogenberg. In esso, come nelle precedenti raccolte italiane, sono eliminate le carte tolemaiche e incluse soltanto carte di autori contemporanei, dei quali è quasi sempre indicato il nome su ciascuna carta.

Peter Paul Rubens, ritratto di Abramo Ortelio (1633), conservato nel complesso museale di Plantin-Moretus, Anversa, Belgio
