26 ottobre 1896: Ad Addis Abeba, viene firmato il trattato di pace tra Regno d’Italia ed Impero d’Etiopia
Il trattato di Addis Abeba fu un accordo di pace bilaterale firmato il 26 ottobre 1896 tra il Regno d’Italia e l’Impero d’Etiopia. La piena sovranità dell’Etiopia fu riconosciuta dagli italiani e venne abrogato il precedente trattato di Uccialli, mentre venne confermato per l’Italia il possesso dell’Eritrea, con la fissazione dei confini sulla linea Mareb-Belesa-Muna.
Con esso si chiudeva così la prima guerra italo-etiope a seguito della sconfitta italiana ad Adua. Il trattato fu redatto in amarico e in francese al fine di evitare le ambiguità che furono all’origine del conflitto, sorte nell’interpretazione del precedente trattato di Uccialli, per la non corrispondenza delle versioni italiana e amarica del medesimo.
La disfatta di Adua generò pesanti proteste di piazza in Italia; il governo Crispi venne costretto alle dimissioni e rimpiazzato dal Rudinì. Il generale Oreste Baratieri, richiamato in Italia, dovette affrontare un processo davanti ad una corte marziale da cui uscì assolto ma con un severo rimprovero che distrusse di fatto la sua carriera militare. Il suo posto venne preso dal generale Antonio Baldissera, che iniziò a concentrare le sue forze e i nuovi rinforzi giunti dall’Italia ad Asmara; le residue posizioni italiane nel Tigrè vennero abbandonate, ad eccezione del forte di Adigrat, dove il presidio italiano del maggiore Marcello Prestinari, formato da cacciatori d’Africa, rimase assediato dalle truppe etiopi. Il principale esercito etiope, nel frattempo, gravemente a corto di viveri e indebolito dalle malattie e dalle perdite subite in battaglia, ripiegò verso Addis Abeba, mentre il negus lasciò solo poche truppe nel Tigrè al comando del ras Alula Engida.

