Editoriale “Radicati nella fede” – Anno II n° 12 – Dicembre 2009

 

È il bollettino di dicembre, il bollettino di Natale. Vi giungano subito gli auguri più sinceri per un Santo Natale, sì, per un Natale Santo, per un Natale veramente cristiano.

La grazia più grande da chiedere nel tempo di Avvento è proprio quella di non perdere il cuore del Natale, che è Cristo stesso.

Nella confusione di oggi, dentro una cultura non cristiana che ormai pervade tutto, non è proprio scontato che il cuore del Natale sia salvo. Sembra già di sentirli quelli che si riempiranno la bocca di grandi parole, “pace”, “solidarietà”, “bontà”, “condivisione”, “serenità”, “gioia”… l’elenco potrebbe continuare mettendoci dentro quasi tutto… ma questi non parleranno mai di Colui che viene per la nostra salvezza, di Nostro Signore Gesù Cristo, nato a Betlemme.

  1. Agostino, il grande Padre della Chiesa, agli eretici Pelagiani, che pensavano che l’uomo avesse in sé la forza per fare il bene e che bastava guardare all’esempio dato da Gesù, diceva:
    Questo è il vostro peccato orrendo, quello di far consistere la salvezza nell’esempio di Cristo e non nel dono della sua Persona”.

“Il peccato orrendo”: sforzarsi solo con le proprie forze e con i propri criteri a fare del bene, e ritenere che Cristo sia solo un buon esempio.

I pelagiani di oggi fanno ancora peggio: parlano di “valori”, in loro nome raccolgono anche soldi, e riducono il Natale ad una ricorrenza per sottolinearli, “buttando fuori” Gesù Cristo, come un ingombro del passato.

Volete un esempio? In quante scuole, in nome della laicità e del rispetto di tutti, nelle recite natalizie si farà di tutto, proprio di tutto, senza mai parlare di Cristo e del mistero del Natale.

L’anno scorso un sacerdote chiese a un chierichetto (l’aveva visto un po’ affannato nel servire la Messa per correre subito dopo alla recita della scuola) quale personaggio la maestra gli avesse assegnato. Rispose un po’ imbarazzato: “Il bidone della spazzatura” (!). Allibito chiese a lui il tema della recita natalizia. Gli rispose prontamente: “La raccolta differenziata”.

Ci sarebbe da ridere per ore, se non ci fosse dietro la tragedia di un mondo che non permette più nemmeno ai piccoli di conoscere Gesù. Naturalmente nessuno disse nulla: i cristiani sono sempre così contenti di lasciare fare ai nemici della fede!

Questa è la situazione di oggi… ma dentro questa tristezza domandiamo la grazia che per noi e per le nostre case sia questo un Natale cristiano. Facciamo consistere il Natale nel dono della Persona di Gesù Cristo, nel dono della sua Grazia che salva.

Cristo nato a Betlemme, continua a nascere, per offrirsi vittima di salvezza, nella Santa Messa e nella grazia di tutti i Sacramenti.

A Natale festeggiamo un presente, non un assente. A Natale possiamo incontrare la Grazia che viene da Cristo, quella che ci fa passare dalla morte alla vita, dal peccato alla santità.

Cosa faranno tutti i sacerdoti cattolici del mondo nella notte di Natale, dal Papa al più umile curato di campagna: celebreranno la Santa Messa, e quell’altare sarà la culla di Betlemme che accoglie il Figlio di Dio e il calvario dove lui si immola per la nostra salvezza.

Non c’è Natale senza Messa Cattolica.

Un vecchio parroco, per fare capire che Gesù continua ad essere presente nella Messa, nel grande presepio della parrocchiale (aveva voluto grandi statue di fronte alle quali i bambini sgranavano gli occhi), dietro la statua di Gesù Bambino faceva collocare la grande raggiera eucaristica, quella del tronetto per l’esposizione: per molti di noi è un ricordo indelebile.

Capivamo così il grande messaggio di quel buon vecchio parroco: Natale ed Eucarestia sono un’unica cosa.

Benedetta sapienza del vecchio prete: con quella raggiera dorata ci ricordava che Gesù è qui per salvarci, e che fare Natale vuol dire cercare la sua salvezza nel sacramento. Ci ricordava che fare Natale voleva dire fare una buona confessione per poter poi recarsi con una gioia incontenibile alla Santa Messa di mezzanotte ad accogliere, nella Santa Comunione, il Signore che viene.

E le cose stanno ancora così…

…come è vera la nostra religione…

…come è bello il cristianesimo…

…come è buono Dio!

Buon Natale!

 

 

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