Consacrazioni episcopali FSSPX: la Tradizione che non muore mai

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Il 1° luglio 2026 si sono svolte le consacrazioni, secondo rito di Santa Romana Chiesa, di quattro Vescovi: lo svizzero Pascal Schreiber (31 luglio 1972), il statunitense Michael Goldade (28 febbraio 1980) e i francesi Michel Poinsinet de Sivry (20 aprile 1984) e Marc Hannappier (7 febbraio 1990). La cerimonia si è scolta ad Ecône, in Svizzera, senza il consenso di Santa Romana Chiesa o, meglio, senza il consenso di Papa Leone XIV, il quale, già due giorni prima, minacciò la scomunica alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, con l’accusa di scisma.

 

 

Quel giorno, erano presenti migliaia di persone da tutto il mondo, e in migliaia hanno assistito allo “scisma”. Armati di ombrelli, impermeabili, sedie pieghevoli, pranzo al sacco, bottigliette d’acqua, i fedeli sono giunti lì per presenziare ed unirsi spiritualmente a questo grande momento storico e grande atto pubblico di Fede; la Fraternità Sacerdotale San Pio X aveva organizzato ogni cosa per accogliere i pellegrini: dall’assistenza generale e medica al libretto per seguire le consacrazioni episcopali, il tutto in lingue diverse (francese, tedesco, italiano, inglese e spagnolo).

Le consacrazioni si sono svolte sulla collina dove si trova il Seminario Internazionale San Pio X, vicino alla centrale elettrica, la quale ha fornito l’energia necessaria per l’evento. Infatti, per venire incontro ai fedeli, erano stati piazzati alto parlanti e grandi schermi, per chi dovette assistere al rito dalla cima della collina, quindi a grande distanza.

Molti di coloro che hanno partecipato hanno affrontato lunghi viaggi per dimostrare la propria Fede e tutti hanno manifestato la viva gioia di assistere per più di sei ore al rito delle consacrazioni. Il momento più significativo è stato quando è arrivato ciò che alcuni temevano e altri (non presenti) speravano: la pioggia.

Per la maggior parte del tempo, il clima era stabile e, addirittura, il cielo si era aperto. Ma più si avvicinava il momento della comunione, più le nuvole intorno alla montagna adiacente si raggruppavano, generando anche qualche tuono, finché, proprio nel momento della Transustanziazione, il vento ha trasportato le nubi sopra la folla, scaricando litri di acqua. Alcuni, specialmente (e giustamente) madri con bambini piccoli, si sono rifugiati sotto i tendoni, preparati precedentemente per i fedeli che, dopo le consacrazioni, avessero voluto sostare per la pausa pranzo. La maggior parte dei fedeli però è rimasta sotto la pioggia e ha sfidato il vento. Ovviamente, le comunioni sono state rimandate, in attesa che finisse l’acquazzone, ma nessuno è rimasto con le mani in mano, infatti, per tutto il tempo, si è cantato il Rosario e, dopo una mezzoretta, la pioggia è cessata, così tutti i presenti hanno potuto ricevere l’ostia divina.

 

 

Questo fenomeno ha suscitato dei cattivi pensieri, come quello che dice che la pioggia è stata mandata per impedire le consacrazioni, cercando di nascondere quello che era veramente: una grazia divina, che metteva alla prova gli uomini di buona volontà. Se il Signore avesse voluto impedire questo “scisma”, oltre che al vento e alla pioggia, avrebbe mandato anche i fulmini; dopo tutto, la centrale elettrica era a due passi…

Dopo esattamente 38 anni e un giorno, la storia si ripete, dal momento che i Vescovi della FSSPX hanno ricevuto la scomunica da Papa Giovanni Paolo II (1905 [1978] – 2005), dopo le consacrazioni, nel 30 giugno 1988, sempre di quattro Vescovi e sempre ad Ecône; la pretesa scomunica fu ritirata il 24 gennaio 2009, da Papa Benedetto XVI (1927 [2005 – 2013] – 2022). Purtroppo, l’azione di Papa Leone XIV è assai più grave di quella compiuta da Giovanni Paolo II, dal momento che accusa la Fraternità di essere scismatica.

 

Il decreto di scomunica e la nota esplicativa del Dicastero per la Dottrina della Fede

 

Ma che cos’è scisma? Scisma è il distacco dalla Chiesa cattolica ed il disconoscimento dell’autorità del Pontefice. Un esempio classico sono i cosiddetti Ortodossi, che non riconoscono l’autorità del Vicario di Cristo, pur non caratterizzandosi per eresie conclamate. Ed è qui che sorge un’altra domanda: disobbedire al Pontefice è un atto scismatico? Dipende se tale disobbedienza è commessa al fine di staccarsi definitivamente dalla Chiesa cattolica oppure no.

Se l’ordine diretto del Pontefice è a difesa dei dogmi e della dottrina della Chiesa, è un atto di giustizia obbedire. Ma se il comando del Papa va contro quegli stessi dogmi e quella stessa dottrina o contro la morale cattolica di sempre, allora è un atto di giustizia ricordare qual è la volontà di Dio e disobbedire, senza mai dimenticare, tuttavia, l’autorità di Sua Santità. I Vescovi della FSSX hanno disobbedito a Papa Leone XIV, consacrando quattro Vescovi contro il suo volere, ma la FSSPX non ha mai messo in discussione l’autorità dell’attuale Pontefice, né quella dei suoi predecessori; di conseguenza, non è stato commesso alcun atto scismatico, nonostante molti rappresentanti della Chiesa siano molto più aperti con chi rinnega il Cattolicesimo, rispetto a chi segue la dottrina di sempre. Prendiamo, per esempio, il 27 aprile di questo anno, quando il regnante Pontefice, ha ricevuto, all’interno del Vaticano, Sarah Mullally, “arcivescova”[1] di Canterbury e prima donna a guidare la Chiesa anglicana (con disappunto degli anglicani stessi).

 

Fotogrammi tratti dal servizio di TGR Piemonte

 

Don Davide Pagliarani, Superiore della FSSPX, ha detto, durante l’omelia (poco prima dell’acquazzone):

«Qual è, appunto, il significato di questa giornata? Perché siamo qui? Come bisogna interpretare queste consacrazioni?  

Queste consacrazioni sono un evento che divide, di fronte al quale è impossibile rimanere indifferenti. Che cosa significa questo per noi?  

Innanzitutto, questa cerimonia deve essere una manifestazione di fede. È molto importante.

Non scegliamo cosa credere o non credere, non possiamo modificare, reinterpretare, riconsiderare: non possiamo farlo. Semplicemente, abbiamo il dovere di custodire la fede che la Chiesa ha sempre insegnato, dobbiamo amarla, dobbiamo viverla e dobbiamo trasmetterla. 

Se amiamo veramente Gesù Cristo, abbiamo il dovere di condividere questi doni che riceviamo innanzitutto attraverso la fede. Se qualcuno non ha questo desiderio di trasmettere la fede, è segno che egli stesso non vive più della fede. Più la fede è attaccata, più la fede scompare, e più questo dovere è urgente, perché, senza la fede, è impossibile piacere a Dio, è impossibile vivere bene, è impossibile salvarsi. E oggi adottiamo mezzi eccezionali, proporzionati a questa necessità.  

Un falso dilemma: la fede o la Chiesa  

Alcuni potrebbero ritenere che ci troviamo di fronte a un dilemma. Scegliamo la fede integrale, ma ci separiamo dalla Chiesa. Stiamo scegliendo tra la fede e la Chiesa. Per conservare la fede, stiamo forse rompendo con la Chiesa?  

È un falso dilemma. […]

È molto importante comprenderlo, anche se, di fronte a noi, c’è chi non vuole capirlo. Tutto questo non è un’opinione, non è una sensibilità, non è una scelta: è una necessità.  

Ci accusano di non amare il Papa, ci accusano di non rispettarlo. Ma è proprio perché amiamo il Papa, sinceramente, come Vicario di Cristo, come capo della Chiesa, che non vogliamo più vedere il Papa umiliato accanto a falsi pastori, rappresentanti di false religioni. Quante volte l’abbiamo visto in tutti questi anni?  

È proprio perché amiamo il Vicario di Cristo che non vogliamo più questa umiliazione per il Papa, umiliazione che ricade su tutta la Chiesa, messa sullo stesso piano delle false religioni.

Parliamo il linguaggio della fede  

Abbiamo spiegato tutto questo più volte. Lo abbiamo spiegato quasi in tutte le lingue che esistono sulla faccia della terra.  

Perché non veniamo compresi? Perché, in fondo, parliamo lingue diverse. 

Noi parliamo il linguaggio della fede, vogliamo la fede in tutta la sua semplicità. Non è complicato. Il Credo non è complicato, la professione di fede che i futuri Vescovi hanno appena fatto non è complicata, tutti possono comprenderla. […]

Per convertirle, bisogna smettere di parlare solo per il gusto di parlare, per il gusto di accompagnare. Basta. Non è di questo che gli uomini hanno bisogno. Gli uomini hanno bisogno di Gesù Cristo, e Gesù Cristo possiamo conoscerlo, possiamo raggiungerlo  solo attraverso la fede, attraverso la fede cattolica integrale: ce n’è una sola. […]

Nel 1988, coloro che condannavano la Fraternità ne prevedevano la dissoluzione. La Provvidenza aveva un altro progetto. Perché la Provvidenza aveva un altro progetto? La vostra presenza qui oggi lo dimostra. Dio non ci ha abbandonati e Dio non ci abbandonerà. Tutti questi anni lo hanno dimostrato, e queste ordinazioni lo dimostrano ancora.  

Ma perché Dio non può abbandonarci?  

La risposta è molto semplice. Dio ha un solo pensiero, un solo desiderio, una sola volontà: salvare le anime. Se c’è qualcuno che applica alla lettera il principio secondo cui la legge suprema è la salvezza delle anime, questi è Dio stesso. È la sua legge, e la applica alla lettera, sempre.  

È per questo che, contro ogni immaginazione, ogni previsione umana, per salvare le anime, ha mandato suo Figlio. Ha chiesto a suo Figlio di incarnarsi e di morire sulla Croce. […]

Potremmo forse rimanere indifferenti, senza fare nulla? «Non è un nostro problema»? Non è questo che ci viene chiesto. La Fraternità può rimanere indifferente? No. Sarebbe un tradimento nei confronti della Chiesa, sarebbe una mancanza di carità, non possiamo farlo.  

La festa di oggi, la festa del Preziosissimo Sangue, provvidenzialmente, esprime e riassume perfettamente il significato di queste consacrazioni. Questa festa ci permette di ricondurre tutto a un unico punto: il Sangue di Cristo, il Preziosissimo Sangue di Cristo. […]

Ebbene, con queste consacrazioni vogliamo fare qualcosa, vogliamo continuare a predicare il Preziosissimo Sangue di Cristo, e vogliamo continuare, in un certo senso, a riversarlo sulle anime.   

È su questo Sangue che Gesù Cristo fonda la sua Chiesa, la nuova ed eterna Alleanza. C’è n’è una sola. Chi pensa che ce ne siano due, o che ce ne siano tre, in realtà non crede più nel valore infinito e unico del Sangue di Gesù Cristo.  

Parlando del valore del Preziosissimo Sangue di Cristo, non possiamo dimenticare da dove proviene. Esso è stato formato, prodotto, fornito dal sangue purissimo della Madonna; la Madonna fornisceintegralmente al Verbo la sua umanità; nel suo sangue purissimo e immacolato, si forma, al momento dell’Incarnazione, il Sangue di Cristo; è lei che lo offre insieme a Cristo per la nostra redenzione.  

È lei che lo offre, è lei la prima a vederlo sgorgare dalle piaghe di Gesù Cristo, lo vede scorrere sul  legno della Croce, lo raccoglie ai piedi della Croce, lo custodisce ancora oggi sull’altare. È lei che, durante la Messa, riversa le grazie sulle anime, è lei che ne coglie appieno il valore, sempre al fianco di Gesù Cristo.  

Che mistero! Che mistero, questa unione della Madonna al suo divin Figlio, sempre al suo fianco!  

Vedete come tutta la nostra fede, la nostra religione, il nostro amore ruotano intorno al Sangue di Cristo, poiché tutto ruota intorno alla Croce.  

Ecco, cari confratelli che tra pochi istanti sarete rivestiti della pienezza del sacerdozio, della pienezza del sacerdozio di Gesù Cristo, ecco, in poche parole, ciò che dovrete difendere, ciò che dovrete predicare. 

Che onore, e che responsabilità![2]».

 

 

La Bibbia stessa dice «quello che semini raccogli» (Lettera ai Galati, 6:7) e i frutti di queste consacrazioni si sono già visti, con l’interesse che esse hanno suscitato; anche più grande rispetto alle consacrazione dell’88. Notevole interesse si è manifestato per questo evento storico, sia nel bene che nel male, ma più nel bene. L’interesse da parte della gente spinge alcuni a voler conoscere questa realtà che si cerca di nascondere, per timore della Verità e i nemici della Chiesa, la Sposa di Cristo, non possono più nasconderla come nel secolo scorso. Infatti, diversi media, seppur non in maniera approfondita, si sono interessati al mondo della FSSPX (erroneamente e troppo spesso chiamato “lefebvriano“), tra cui il TGR Piemonte.

In effetti, è proprio vero che la storia si ripete, anche se in maniera differente ed a livelli diseguali, come in una grande scala a chiocciola. Nel corso dei secoli, la Chiesa ha sempre affrontato diverse e gravi crisi, come l’arrivo del Protestantesimo, ma questa può tranquillamente definirsi la peggiore, poiché il seme della crisi è all’interno della Chiesa stessa, paragonabile è solo la crisi ariana. Tutto questo è frutto del Concilio Vaticano II, che ha portato alla dissacrazione del Divino ed alla divinazione dell’uomo. Una nuova e terribile ribellione contro Dio, dopo quella del Protestantesimo. Quello delle consacrazioni di Ecône è senza dubbio un argomento che merita molta più attenzione e molto più approfondimento di quello che è possibile sviluppare nel presente articolo, ragione per cui la redazione di Europa Cristiana si occuperà di tale approfondimento, onde evitare false notizie, fraintendimenti e dubbi.

 

 

 


[1] Si ricorda che Leone XIII (1810 [1878] – 1903)) ha chiarito come i cosiddetti sacerdoti e vescovi anglicani siano, in realtà, dei semplici laici, in quanto non mantengono la ininterrotta linea di successione apostolica, senza contare che una donna non può ontologicamente divenire prete e, a maggior ragione, Vescovo.

[2] Ecône 2026 | Il sermone di don Pagliarani alle consacrazioni episcopali

 

 

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