Il giro del mese

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La morte di Emma Bonino… forse Totò può insegnarci qualcosa

Corrado Gnerre – Il Cammino dei Tre sentieri

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Emma Bonino: profilo politico della leader radicale

Emma Bonino: profilo politico della leader radicale

Giuseppe Brienza – Corrispondenza Romana 16 settembre 2026

Nella politica, come nella storia, vi sono uomini e donne che riassumono nelle loro persone una concezione della vita e del mondo. Il nome di Emma Bonino è, in Italia, il simbolo del laicismo integrale.

Come ha ben affermato Marcello Veneziani, la leader radicale «ha rappresentato con coerenza e passione il contrario morale, civile e politico di quanti riconoscono il valore irrinunciabile della vita, della famiglia e della nascita, della civiltà e della tradizione» (post dell’11 settembre 2026).

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, la Bonino è morta l’11 settembre scorso a Roma in una struttura sanitaria privata nella quale era stata trasferita a causa di una grave crisi respiratoria. Sabato 12 settembre alle 12.30, nella Protomoteca del Campidoglio, si sono tenuti i suoi funerali di Stato “in forma laica”, ai quali hanno partecipato le maggiori autorità politiche e istituzionali della Repubblica. Continua a leggere

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Portogallo, entrata in vigore la cosiddetta ” legge del burqa”

© ANSA/EPA

ANSA – 23 settembre 2026

Entra oggi in vigore, in Portogallo, la cosiddetta “legge del burqa”, che vieta di nascondere il viso nei luoghi pubblici. Il reato è punibile con una multa fino a 3 mila euro per chi incorre in un’infrazione, mentre per chi obbliga qualcuno a uscire con il volto coperto è prevista una pena fino a due anni di reclusione, aggravata di un terzo qualora la vittima sia minorenne.

Sono considerati spazi pubblici “le vie pubbliche, nonché i luoghi aperti al pubblico, destinati al servizio pubblico, i luoghi in cui vengono prestati servizi generalmente accessibili ai cittadini”, mentre sono esclusi dall’applicazione della legge aeromobili, sedi diplomatiche e consolari e luoghi di culto. Un’altra eccezione importante è rappresentata dai motivi di salute, resta dunque possibile coprire il volto con una mascherina chirurgica.  Continua a leggere

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È interessante riflettere sulle parole dell’organizzatrice, Isabel Vaughan-Spruce, che ha tenuto dal palco della Marcia un appassionato discorso di dieci minuti sull’importanza della pubblica testimonianza. La vita umana – ha affermato – «non inizia alla sesta settimana, alla ventiquattresima settimana o alla nascita, a nove mesi di distanza, ma il primo giorno: il concepimento […] Quando si ha un test di gravidanza positivo, non ci si chiede cosa nascerà tra nove mesi; si sa che sarà umano allora perché è umano adesso. L’aborto è la fine intenzionale di quella vita umana» e nessun giro di parole o eufemismo può cambiare questo fatto.

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Novantacinque anni controcorrente: Stanislav Sousedík

Novantacinque anni controcorrente: Stanislav Sousedík

Don Ľubomír Urbančok – Corrispondenza Romana 23 settembre 2026

Il 22 agosto scorso il filosofo ceco Stanislav Sousedík ha compiuto novantacinque anni. Al di fuori dei confini della Repubblica Ceca quasi nessuno se n’è accorto. Eppure, la sua vicenda umana e intellettuale merita di essere raccontata. E per raccontarla bisogna partire da una scena, non da un curriculum.
Praga, 1950. Sousedík non ha ancora vent’anni. Durante gli studi liceali è passato attraverso il panteismo e lo scetticismo relativista, fino ad approdare al cattolicesimo e al tomismo. Il padre accoglie la sua conversione con rispetto, ma gli assicura sorridendo che, prima di diventare adulto, cambierà ancora molte volte la propria visione del mondo. La previsione non si avvererà.

Ancora studente, Sousedík traduce in ceco il De ente et essentia di san Tommaso d’Aquino e porta personalmente il manoscritto alla casa editrice Vyšehrad. Ad accoglierlo è il redattore Rudolf Voříšek, che lo riceve con gentilezza, ma con una tristezza che il giovane non comprende. Poco dopo Voříšek viene arrestato e non farà più ritorno dal carcere. La traduzione dovrà attendere quasi mezzo secolo prima di essere pubblicata. Continua a leggere

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La liberazione di Vienna e la festa del nome di Maria

La liberazione di Vienna e la festa del Nome di Maria

Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana 16 settembre 2026

All’alba del 12 settembre 1683, dalle alture del Kahlenberg, lo sguardo spaziava sulla città di Vienna avvolta dal fumo. Da quasi due mesi la capitale dell’Impero era stretta nella morsa dell’esercito ottomano. Le mura, sconvolte dalle mine, erano ormai sul punto di cedere; i difensori, decimati dalla fame, dalle malattie e dai combattimenti, si preparavano all’ultima resistenza. Al di là dei bastioni si stendeva, immenso, l’accampamento del gran visir Kara Mustafa, con le sue tende, i suoi stendardi e una moltitudine di soldati giunti fin nel cuore dell’Europa.

La caduta di Vienna sembrava imminente. E con Vienna sarebbe stata aperta all’Islam la strada verso la Germania e l’Europa centrale.

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Leone XIV denuncia il rischio del silenzio nella liturgia… ma il silenzio è una risorsa

Corrado Gnerre- Il Cammino dei Tre sentieri

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