La normalizzazione e banalizzazione del male si avvale del risalto dei suoi confini estremi, ove si sfiora il paradosso, l’inimmaginabile. La vicenda Epstein ne è un caso tipico, e serve a proclamare l’eccezionalità, l’unicità, di quello che invece è un sistema pervasivo e diffuso, normalizzato se non promosso.
Ed ecco a Las Vegas l’Olimpiade del doping, Enhanced Games, che nella sua ribalderia quasi simpatica, propaganda in salsa transumana la servitù della scienza al business della mercificazione del corpo, nel nesso tra prestazione e dipendenza.
Parimenti grottesca ma non per questo innocua, l’ennesima avventura di “Comedian”, la banana di Cattelan incredibilmente definita opera d’arte, ribadisce la sua “provocazione”, che legittima il profluvio di orrori e sciocchezze dell’arte contemporanea.
L’immagine delle forme mostruose firmate dalle archistar ha un ruolo simile: ove si celebrino prati verticali e il lusso orrorifico alla Dubai, il generale degrado urbano e dell’abitare appare scontato, normalizzato.
Per questa via, l’attacco al patrimonio storico prende un significato più ampio: esso decostruisce aggressivamente la storia dei luoghi e delle comunità, non solo con l’incuria, la speculazione, lo scempio, ma anche attraverso gli incongrui accostamenti, il riordino concettuale dei musei, le mostre a tema ideologico, la desacralizzazione dei luoghi e tradizioni a mera attrazione turistica.
In Europa, ciò significa attacco alle radici cristiane, espoliazione di funzioni e significati, infine concreta distruzione.

Con l’orgia orrorifica della cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2024, la Francia stabilì allora un evento limite, al quale il resto si commisura. Ma già in precedenza l’occasione del rovinoso incendio di Notre Dame era stata colta nei soliti ambienti per escogitare una vera e propria gara a “imprimere il XXI secolo” nella Cattedrale, mediante un concorso internazionale d’idee, e relative dissacrazioni e stravaganze. Di fronte al rischio d’impopolarità, il progetto non andò avanti, e Notre Dame è stata ricostruita esattamente come era in origine. Ma già dalla fine del 2023, un piano B procedeva con maggiore discrezione: la sostituzione delle vetrate di Viollet-le-Duc di una cappella laterale (integre e già restaurate) con vetrate di un autore contemporaneo, che poi è risultato, a seguito di selezione, tale Claire Tabouret. Senza entrarvi nel merito, è evidente che tale progetto viola i principi di tutela del patrimonio, e può a ragione definirsi “vandalismo di un monumento storico”[1]. Ma oltre lo specifico istituzionale e giuridico, vi è una più complessa connotazione simbolica: imprimere i codici postmoderni – dal relativismo ai fasti del woke- in un monumento testimone di una secolare e viva fusione di fede e ragione, di fede e bellezza.
L’immissione forzata dell’arte contemporanea e dell’architettura modernista negli edifici di culto non è questione estetica e stilistica, ma intrusione ideologica, mai neutrale. I luoghi della fede, vertici della creazione artistica umana, esprimono la gloria e la lode di Dio: la loro bellezza, nella grandiosità come nel raccoglimento, impone la contemplazione, è consolazione e fiducia nell’armonia dell’essere. Il sistema dell’arte contemporanea strumentalizza a fini propagandistici e speculativi il concettualismo autoreferenziale, assembla prodotti e trovate, espone via via la combinatoria delle scorie di una catastrofe antropologica. In questo contesto, le modifiche all’integrità del patrimonio artistico religioso non sono meri aggiornamenti o sperimentalismi, ma progetti di dissacrazione, per il nuovo totalitarismo in un’Europa senza radici.
Una serie d’iniziative è in corso in Francia e nel mondo per difendere l’integrità di Notre Dame, nella consapevolezza che si andrebbe a creare un grave precedente, che tutti ci riguarda, in quanto la difesa delle radici e dell’identità cristiana dell’Europa è nello stesso tempo affermazione dell’integrità del suo patrimonio comunitario, morale, culturale e artistico.
Daniel Rops, in Come si costruivano le Cattedrali (1954), ripercorse la storia delle Cattedrali gotiche, dal genio artistico del passato al dono inesauribile che ne perveniva all’epoca moderna; ciò vale ancor di più oggi, di fronte ai nuovi totalitarismi ideologici.


Inaugurazione a Parigi dei Giochi olimpici del 2024. Il Palazzo un tempo reale, conosciuto come la Conciergerie, con la macabra immagine alle finestre, replicata più e più volte, della regina Maria Antonietta decapitata
[1] Vedi https://www.tfp.org/an-appalling-alliance-to-disfigure-notre-dame/
