Editoriale “Radicati nella fede” – Anno II n° 8 – Agosto 2009

 

Carissimi,

non si va in vacanza.

Sulla fede non si va mai in vacanza. Come d’altronde non si va in vacanza su tutte le cose serie della vita. Ad esempio una madre e un padre possono fare veramente vacanza? Cambierà il luogo dove stanno con la famiglia, al mare o in montagna, se hanno la possibilità delle ferie, ma non cambia la loro responsabilità nei confronti dei figli e della famiglia stessa. Questa responsabilità continua sempre perché è la condizione della loro vita, è la loro vocazione. Così per tutte le cose che contano nella nostra esistenza, e a maggior ragione per la fede.

Non c’è vacanza, anzi c’è un lavoro maggiore su di sé e con Dio. Se è vero che abbiamo bisogno di non dimenticare mai, durante l’anno, perché siamo al mondo, per cosa il Buon Dio ci ha chiamati all’esistenza, qual è lo scopo della nostra vita; durante l’estate è ancora più urgente fare memoria che Dio è tutto, che la nostra vita è sua, che il Signore dentro la vocazione di ciascuno di noi ha messo un compito.

Che tristezza vedere certi “vacanzieri” aggirarsi sfaccendati, nella disperata ricerca di un divertimento: nel vuoto del non senso, senza Dio, non c’è divertimento possibile. Tutto lascia a mani vuote, con una grande tristezza nel cuore.

Come è triste l’estate senza Dio, la sua Grazia, senza la preghiera e la carità. Come è triste.

Riempiamo dunque le giornate di cose belle per Dio. Preghiera, Messa, buone letture, edificanti conversazioni su ciò che è vero e conta nella vita: la carità con gli altri inizia con non svuotare il tempo degli incontri – aiutiamoci a vicenda a non buttare il tempo.

Per questo anche noi continuiamo esattamente come tutto l’anno… celebrazione quotidiana della Messa, recita del santo Rosario, chiesa aperta per la preghiera, incontri di Dottrina cattolica e piccoli pellegrinaggi.

Dell’ultimo, commovente pellegrinaggio, quello a Crego (bisogna pur valorizzare i “nostri luoghi santi”!) avete il resoconto in questo bollettino.

Riempiamo di cose sante anche l’estate, per evitare il vuoto paganesimo che ci circonda.

 

 

 

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